sarà…

sarà per quegli occhi

sarà i capelli

sarà quel tocco di eleganza

sarà per il buongusto nel vestire

sarà il sorriso sempre pronto e spontaneo

sarà per il disincanto che ti porti dietro

sarà per la malinconia che nascondi

sarà per i tanti problemi avuti

sarà per la vita che hai trascorso e ti ha deluso

sarà per la vita che ancora devi trascorrere

sarà per le delusioni che temi

sarà per i tuoi sogni

sarà che sei te e ci sei sempre.

KISSING DAY

Anzi ad essere precisi, quello di oggi è “International kissing day”.

Ma ci si bacia ancora oggi?

Personalmente ritengo il bacio come il principale segno di affetto verso qualcuno alla pari dell’abbraccio, ma l’abbraccio non implica necessariamente un contatto così “intimo” come è il bacio.

La pandemia e le inutili regole imposteci a Marzo 2020 dall’allora governo hanno terrorizzato le persone non solo sul bacio ma addirittura sul contatto con le altre persone, non ci si stringe più la mano, si sta lontani, si saluta la controparte con un gesto del volto o al limite con un sorriso (sempreché non si indossi uno straccio colorato).

È sparita la stretta di mano, da sempre il più significativo esempio di saluto.

Ma a chi si deve dare un bacio? Se è una dimostrazione di amore alla propria controparte, moglie amante o compagna e DEVE essere sulle labbra possibilmente con la lingua (e diciamolo!)

Un bacio ai propri figli non bisogna mai negarlo a qualsiasi età abbiano, un genitore che bacia i propri figli esprime a loro amore, quell’amore che non deve mai mancare.

Spesso i miei lo vengono a cercare, cercano l’abbraccio e il bacio sulla fronte e io vado in brodo di giuggiole perché mi rendono orgoglioso di essere un papà desiderato da i propri figli.

Ma un bacio come saluto o come dimostrazione di affetto o partecipazione non va mai negato, certo baci timidi fraterni amichevoli, il bacio intimo è solo come ho detto prima.

POVERE GINOCCHIA

Mi permetto di “ri bloggare” un articolo molto interessante e come al solito molto esaustivo.

da “ilblogdibarbara”

QUEI PIRLA CHE CREDONO CHE INGINOCCHIARSI

significhi rendere omaggio a BLM (che sarebbe comunque una puttanata, dal momento che si tratta di un’organizzazione para-terroristica, che vandalizza devasta brutalizza stupra uccide) e una forma di testimonianza contro il razzismo in generale.

Non è vero che la Nazionale non si inginocchia “contro il razzismo”, la Nazionale non si inginocchia perché non vuole umiliare i suoi tifosi e perché ha ancora rispetto per il suo paese

La Nazionale Austriaca, così come quella gallese, e tutti coloro che si sono indignati di fronte a questa decisione, dovrebbero riflettere bene prima di approvare e imitare (male) gesti di cui non conosco appieno il significato.

Una cosa che si cela dietro il gesto di inginocchiarsi e che in pochi hanno ancora notato. Come sappiamo, la nostra Nazionale ha deciso che non si inginocchierà “contro il razzismo”. Una decisone CORAGGIOSA – ebbene sì, non c’è nulla di “coraggioso” nell’imitare quello che fanno tanti altri e che viene approvato da commentatori, politici, attivisti e il resto del circo mediatico – maturata non solo dopo le neanche tanto velate minacce di Enrico Letta a In Onda su La7 “Vorrei fare un appello ai nostri giocatori: che si inginocchino tutti” con tanto di ammiccamento di testa e sguardo minaccioso… Perché? Altrimenti cosa fai? … e l’ondata di pressanti richieste e accorati appelli a dimostrare mediante genuflessione che la Nazionale è contro il razzismo: inginocchiatevi tutti, altrimenti, sarete giudicati razzisti! 

Non tutti però si sono soffermati a pensare all’unica cosa che davvero conta: Da dove viene quel gesto? Perché si fa? Cosa significa?
Ebbene, questo gesto (il kneeling, cioè la genuflessione, tradotto dall’inglese) viene dagli Stati Uniti. A partire dal 2016, un giocatore di football americano, tale Colin Kaepernick– che avrete senz’altro già sentito nominare – iniziò a poggiare un ginocchio a terra durante l’esecuzione dell’inno nazionale americano, tradizionalmente suonato prima di ogni partita e a cui i giocatori assistono stando in piedi. Il gesto non venne notato subito ma quando si diffuse, balzando agli onori della cronaca, alle domande dei giornalisti Kaepernick rispose che non voleva onorare un paese in cui la minoranza nera era ancora oppressa, facendo riferimento alle uccisioni degli afroamericani da parte della polizia. Il suo gesto iniziò così ad essere imitato da molti giocatori professionisti, anche in altri sport, fino a diventare diffusamente adottato durante la vasta ondata di manifestazioni, spesso anche violente, che hanno scosso gli Stati Uniti in seguito alla morte di George Floyd nel 2020.
Può essere più chiaro di così? In America quel gesto è nato con un significato ben preciso. “Il mio paese è razzista”, quindi mi inginocchio quando suona l’inno nazionale, a cui di solito si assiste in piedi, perché non lo rispetto. Questo è il significato che sta dietro al gesto, ed ecco perché non tutti in America sono stati d’accordo nell’adottarlo e incensarlo. Ebbene sì, ci sono persone che amano ancora il proprio pese e che non vogliono vederne calpestati i simboli solo perché alcuni sentono il bisogno di usare il razzismo per spiccare condanne collettive ad un intero popolo e per dare linfa vitale ai propri progetti per cambiarlo alla radice. L’orgoglio per il proprio paese è una cosa innata, c’è, è una cosa che non si può cambiare.
Fintanto che questo gesto era rimesso alla decisone individuale dei giocatori, poteva anche andare bene. Ma si sa, la Sinistra ama i gesti simbolici, e quando ne trova uno abbastanza potente non è più accettabile che sia rimesso alla coscienza individuale del singolo giocatore. Sarebbe sprecato! Sarebbe depotenziato! Ed ecco perché la Sinistra vuole che i giocatori si inginocchino, tutti, indistintamente. La Sinistra è sempre stata collettivista, e questa ne è un’ulteriore dimostrazione: quando hanno bisogno di un simbolo per promuovere le loro battaglie, tutti devono adottarlo. È il classico ragionamento “o sei con me o sei contro di me”… questa è l’unica scelta che ti si pone davanti: se ti inginocchi sei buono, se resti in piedi sei automaticamente razzista. L’individualità è vista solo come un impaccio. Ecco il significato delle parole di Enrico Letta.
Ora, in questo emerge l’ipocrisia di quei giocatori che agli Europei hanno deciso di emulare il gesto. Ci inginocchiamo contro il razzismo, Sì, ma prima dell’inizio della partita, non durante l’inno, a cui assistiamo belli in piedi. Esilarante. Se bisogna copiare un gesto, lo si faccia fino in fondo, altrimenti si cade nel ridicolo, in una ridicola imitazione di comodo… nel scimmiottare qualcosa insomma.
La Nazionale Austriaca ha deciso, anche sulla scorta della decisione della nostra, di assecondare la massa e di inginocchiarsi… Bene, allora lo facciano quando suonerà il loro inno nazionale! Abbiano il coraggio di portare fino in fondo le battaglie che hanno deciso di sposare, abbiano il coraggio di inginocchiarsi durante l’esecuzione del loro inno, e non, comodamente dopo, in campo, prima del fischio d’inizio! Abbiano il coraggio di dire davanti al mondo che “l’Austria, il nostro paese, è un paese razzista” quindi ci inginocchiamo durante l’inno perché non rispettiamo il nostro paese perché è razzista!”… Vediamo se i tifosi austriaci saranno contenti del messaggio che viene dato dalla loro stessa Nazionale.
Ecco tutta l’ipocrisia di fondo degli europei quando cercano di emulare gesti che vengono da oltre oceano e che non comprendono fino in fondo…
Ed ecco perché dobbiamo essere grati che la Nostra Nazionale non ci esponga ad un simile ludibrio.
W la Nazionale
W l’Italia
Forza Azzurri! 

SHOPPING..

Shopping compulsivo!!

L’anno e mezzo appena passato ha portato ad un aumento notevole, molto notevole, del commercio on line, noto anche come e-commerce.

I negozi chiusi, le attività ferme, i centri commerciali aperti solo in determinati orari, i reparti all’interno “nastrati” per respingere il virus hanno spinto le persone a rivolgersi all’E-commerce contribuendo all’arricchimento di chi era già ricco.

Ci siamo trovati a comperare on line qualsiasi cosa, spinti dalla facilità, invogliati dalla rapidità delle consegne e dai prezzi bassi, nonché da promozioni di ogni genere su ogni categoria di bene.

Altra conseguenza il grande utilizzo delle carte di credito/debito con notevoli profitti di banche e gestori di carte che delle commissioni addebitate per ogni transazione hanno fatto incetta.

Un aspetto negativo di questa facilità/comodità/convenienza è a mio parere l’assuefazione e la dipendenza.

Trovare qualsiasi cosa di cui si abbia/non si abbia bisogno così facilmente porta a cercare e ad acquistare il superfluo, spesso senza rendersi conto dei soldi che si spendono, il ragionamento è: va beh dai costa poco e potrebbe servirmi, perché devo rinunciarci?

Ammetto che ci sono cascato anch’io.

Recentemente ho comperato un SSD per un laptop pur sapendo che lo sostituirò più avanti e non quando l’ho acquistato, però chissà magari tra uno/due mesi costerà di più…

E questo è solo un esempio

L’anno scorso in pieno lockdown ho acquistato un paio di scarpe per il Running sbagliando completamente il modello. ingannato un po’ dalla foto e dalla descrizione, scarpe che con il Running non c’entrano niente e non le potute dare indietro perché volendole provare ho segnato la suola e non me le hanno accettate come reso, bravo pirla!

Però la lezione mi è servita.

Ora acquistiamo di tutto, dai vestiti ai mobili per la casa magari senza porci la domanda se ci serve veramente ma solo prendendo in considerazione la facilità con cui ne veniamo in possesso senza doverci neanche alzare dal divano.

Ho visto recentemente la pubblicità di un’organizzazione che dopo avere scelto la tua autovettura on line, te la porta direttamente a casa, non devi neanche recarti in un concessionario per vederla e “toccarla” prima di decidere.

Non so quanto questo sia positivo.

Soluzioni? non ce ne sono. Siamo destinati ad utilizzare sempre più questi servizi perché inutile negarcelo sono comodi, veloci e spesso “risparmiosi” e ogni messaggio è utilizzato per invogliarci maggiormente.

Sta a noi cercare di limitare e contenere lo “shopping compulsivo” prima che diventi veramente la patologia già ampiamente conosciuta, io ci sto riuscendo (con non poca fatica lo ammetto) e voi?

Buon week end a tutti.

NOTTE PRIMA…

Notte prima…DEL VACCINO!!

Stiamo assistendo alla spettacolarizzazione del vaccino, i beneamati social sono pieni di selfie “da vaccinazione”, tutti ci tengono a fare sapere che si sono vaccinati con la prima o la seconda dose, tutti ci tengono a fare sapere che tipo di vaccino hanno ricevuto e tutti ci tengono a fare sapere che “stanno bene”, tranne un po’ di febbre un paio di giorni e indolenzimento al braccio (pensate fosse stata la chiappa!!)

La speranza di tutti non è che il vaccino sia efficace ma di trovare il fotografo che ti vende il servizio fotografico del tuo vaccino.

ma perché questa frenesia di fare sapere a tutti che “hai ricevuto la prima dose” oppure sei già alla seconda e aspetti fiducioso la terza (si non illudetevi già ne parlano)?

Cosa cambia? certo grazie alla campagna vaccinale siamo in zona bianca, usciamo in canottiera e infradito, mostriamo finalmente i tatuaggi, tutto come l’anno scorso, attendendo l’autunno.

Per fortuna ancora non ci chiedono (non sarebbe obbligatorio naturalmente) di attaccarci addosso un distintivo o una spilletta (magari con i colori dell’arcobaleno) per identificarci dagli “infamoni” che ancora non si vogliono vaccinare.

La vaccinazione dovrebbe essere un fatto personale, tanto il mese prossimo ci daranno la “green card” (perché poi green e non yellow o pink??) che finalmente potremo mostrare con orgoglio e fare sapere a tutti quando, come e con cosa ci siamo vaccinati, e già immagino i selfie con orgogliosamente mostrata la magica tesserina.

Avrete notato che con chiunque si parli e ovunque si sia, quella qua sopra sia la domanda principale che si pone o che viene posta, io sinceramente la evito come la peste, preferisco parlare del caldo (altra banalità) ma in caso rispondo naturalmente con simpatia e interesse al discorso.
Ecco, mi pare sia abbastanza chiaro, chissenefrega se ti sei vaccinato, quante dosi, quanti richiami farai e se ti fa bua il braccio, fallo e abituatici, pensavi di averla scampata a non avere mai fatto il vaccino anti influenzale..eh mi dispiace, ci hanno beccati lo stesso.

quando la seconda dose???? e cosa ti hanno iniettato? fatto male? febbre???’

LA GONNA…

Penso che “la gonna” sia uno degli indumenti più in disuso nel mondo femminile.

Dico questo perchè ho l’impressione di vederne sempre meno in giro, sia in ambito lavorativo che nella vita quotidiana.

Non si può mettere in dubbio la praticità e spesso anche la sensualità del pantalone femminile, ma volete mettere una gonna portata sopra il ginocchio magari “aiutata” da un mezzo tacco che slancia (quando possibile) polpaccio e quadricipite?

#liberipensieriweb

Buona giornata a tutti.

ABBRACCI…

Ho “rubato” questa immagine a #ilblogdibarbara e spero non me ne voglia, ma mi sono commosso quando l’ho vista e mi ha dato spunto per parlare, appunto, di abbracci.

Io non ho avuto un padre che mi abbracciasse, come qualcuno sa avendo letto i miei post più vecchi, mio padre di ha “mollato” all’età di 13anni per andare con un’altra donna e altri figli e per svariati anni non ho più avuto il “piacere” di vederlo, ma questa è un’altra storia già raccontata.

Parlando di abbracci, non ho ricordi di particolari effusioni e dimostrazioni di affetto da parte sua (non parliamo di mia mamma), forse inconsciamente ma ritengo invece molto spontaneamente i miei figli mi abbracciano spesso, sia il maschio oramai 15enne che la femmina 23enne e questi gesti mi riempiono di soddisfazione e orgoglio, mi danno un piacere immenso, abbracci che io ricambio con quanto più amore e piacere possa dimostrare.

Il papà dell’immagine (che tutti sappiamo chi raffigura) ha cercato con un abbraccio di proteggere il suo bambino dalla morte certa, si è sacrificato nel disperato tentativo di salvare il figlio ed è riuscito nell’intento, ha fatto ciò che ogni genitore deve fare in momenti di estremo pericolo.

Ma gli abbracci vanno dati sempre, in ogni occasione e alle volte anche senza un motivo particolare, l’abbraccio tra genitori e figli ma anche tra amici sono una massima dimostrazione di affetto, amore e amicizia e sono senza fraintendimenti, un abbraccio può dire tanto può dire tutto.

Non bisogna avere pudore nel dimostrare affetto, una stretta calorosa di mano, un abbraccio, un bacio sono gesti pieni di significato, e non c’è niente di più piacevole che darli …e riceverli.

VOGLIE

quanti tipi di voglie conoscete?

la voglia di cibo, la voglia di dormire, la voglia sessuale, la voglia di coccole, la voglia di partire, la voglia di fare qualcosa, la voglia di vedere un bel film, la voglia di leggere un buon libro, la voglia di compagnia e ancora altre..

Le voglie sono indispensabili per vivere (dimenticavo sembra banale ma non lo è, la voglia di vivere)

Occorre sempre avere voglia di fare qualcosa, ad esempio di uscire a correre, quando non si ha più voglia è un brutto segno.

Poi le voglie passano o finiscono, certo quando si invecchia o quando si crede di avere raggiunto un risultato, ad esempio su quella montagna o spiaggia ci sono già stato perché dovrei tornarci, non ne ho voglia, giusto anche questo ma se arrivarci ti è piaciuto perché non avere voglia di tornarci?

l’importante è avere sempre voglia di fare qualcosa, non si può stare con le mani in mano, ma determinate voglie soprattutto certe voglie non possiamo permetterci di farcele passare, non finché possiamo ancora soddisfarle, non so se rendo l’idea.

Ci sono persone che invece si perdono attimi preziosi, attimi che non torneranno e che spesso è un privilegio avere senza rendersene conto o (anche peggio) rendendosene conto ma senza voglia di viverli, invece bisogna cogliere sempre ogni occasione, bisogna avere voglia di cogliere le occasioni, le occasioni si presentano solo una volta nella vita e non tornano, non le stesse perlomeno ( se penso a quante ne ho perse), non avevo abbastanza voglia di prenderle!

GLI INNAMORATI SILENZIOSI

Bella questa vero? Ma chi sono gli innamorati silenziosi? eppure è una categoria molto diffusa ma semi sconosciuta.

Gli innamorarti silenziosi sono quelle donne/uomini innamorate di qualcuno ma per motivazioni varie impossibilitate ad esternare il loro sentimento.

Le “motivazioni varie” sono la timidezza, il senso di inferiorità, la difficoltà di espressione, l’imbarazzo, non sentirsi all’altezza, la paura di essere respinti e così via, tutte situazioni ( perdonate non so come chiamarle) che contraddistinguono il nostro carattere, diverso in ogni individuo.

Gli innamorati silenziosi si limitano ad osservare il soggetto del loro amore e a sognare, oppure a soffrire (sempre in silenzio) a rammaricarsi di se stessi o delle circostanze, fantasticano su lui o lei e immaginano situazioni di felicità insieme, sesso e avventure come non mai.

Gli innamorarti silenziosi soffrono e e maledicono (ovviamente in silenzio), incapaci di affrontare la situazione, incapaci o impossibilitati a prendere decisioni drastiche, incapaci di lasciare perdere, incapaci di evitare che l’amore diventi pericolosa ossessione.

Gli innamorati silenziosi non possono essere definiti per sesso o età o altro, possono essere tutti e nessuno, non riesci a distinguerli, si mimetizzano senza volerlo, sono nella massa di persone innamorate che popola il pianeta, non presentano nessun carattere distintivo, si tengono tutto dentro e all’apparenza sono perfetti padri/madri di famiglia o simpatici e affabili single o stupendi fidanzati, ma dentro sono tutti innamorati, innamorarti persi di qualcun altro.